
Per ALDA MERINI
Ventuno marzo:
la primavera ti fu madre
ed in quell’anno
fosti il fiore più bello.
Come Proserpina nascesti lieve
col sorriso di chi
nell’anima serba
solo profumi d’erba
campi di fiordalisi
vividi colori di poesia.
Come Ade innamorato,
negli Inferi
ti sospinse fragile,
la tua malinconia.
La tua voce sommessa
fu un canto triste e innamorato della vita.
Parole silenziose gridate
nel rimpianto dell’amore
che cercasti testarda.
Ventuno marzo:
la primavera ti fu madre
e sempre rifioristi.
Sbocciasti profumata
sempre
in petali sottili e folti
in chioma scarmigliata.
Liliana Batà-




