lunedì, 28 aprile 2008

Sul treno

 

…fammi posto amico mio

accoglimi accanto

in questo viaggio nel mistero

insieme potremo guardare

i campi verdi della primavera

fuggire rapidi dal finestrino

ed i balconi fioriti

di case felici

ci stupiremo del susseguirsi

d’immagini in fuga

ma in realtà saremo noi

a fuggire col treno

in una corsa non scelta

potremo parlare sorridendo

per commentare le nuvole

e l’azzurro

il lungomare che ci viene incontro

o le cime montuose ed innevate

lontane lontane

e tanto per cambiare

sfoglierai un giornale

mentre io forse stanca

ti chiederò di riposare un po’

sulla tua spalla

e tu senza parlare

m’accoglierai affettuoso

offrendomi il tuo braccio

ed il tuo petto

e alzerai un po’ il vetro

perché il vento

entri leggero e discreto

a carezzarmi gli occhi

chiusi

…e piano piano

o correndo veloce

il treno giungerà

in quel tempo

senza tempo…

 

Lili

postato da: ciaolili alle ore 19:17 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, 18 aprile 2008

Albero

 

Ti ho visto, albero,

sul fianco roccioso

della montagna

estenderti in bilico

il tronco spaccato

come cuore dilaniato.

Ho sentito le tue radici

spingersi nelle profondità

degli strati, a cercare la terra

nella difesa estrema

del dono della vita.

Ho sentito la tua sfida

al vento al gelo alla tempesta

e la tua voce: “ Anche così

mio Dio…sì…anche così!”

T’ho visto solitario

eremita ed asceta

incurante dell’abisso,

proteso verso l’alto infinito

alla ricerca di Dio,

sul fianco della montagna

rocciosa cattedrale,

guglie avvolte

nella nebbia del silenzio.

 

Lili

postato da: ciaolili alle ore 23:40 | Permalink | commenti
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martedì, 15 aprile 2008

ACROBATI

 

Ali d’angeli che indugiano

sospesi e padroni del vuoto,

mirabili statue di carne

che in evoluzioni leggere

di inconsueta abilità

si librano in spazi d’aria

su esili fili d’acciaio.

Beltà di movenze estreme

a suscitare attimi,spasmi

di incantevoli sensazioni.

Evoluzioni di corpi perfetti

possenti e duri come pietre

sfidanti la forza di gravità;

musica dolce, vibrante,

sguardi rapiti,magnetizzati.

Mani che s’afferrano rapide,

che scivolano come carezze

su piedi, su stretti fianchi,

in abbracci veloci e tesi,

in gesti misurati di salvezza,

evocanti amplessi d’amore.

Poesia di corpi nudi avvinti

in complici gesti, voli alti

di anime distanti, libere.

 

Lili

postato da: ciaolili alle ore 23:22 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 07 aprile 2008

Risveglio

 

Straccetti sfrangiati di nubi luminose

dai raggi di sole trafitte,

rivelano un cielo d’azzurro

fino a ieri nascosto da nuvole nere

che notturna pioggia liberò.

L’aria purificata è quella

della stagione attesa

attraversata dal canto degli uccelli

mimetizzati tra foglie polverose

di rinverditi rami

o saltellanti come batuffoli lievi

tra fili d’erba curvi

sotto il peso di gocciole rugiadose

fatte prismi di minuscoli arcobaleni.

Le ginestre aspre e selvagge,

macchie spruzzate di sole,

si sporgono dai fianchi e dai dirupi

di collina in collina.

Lungo rive d’acque chiare

che, divinità silvane han risvegliato

in sinuosi alvei pietrosi,

si muove la vita nascosta

di fuggitive lucertole

e laboriosi insetti, tra sassi

umidi di muschio e fili verdi.

Timpani percossi da sapienti mani

d’invisibili creature

battono un ritmo bitonale

a ridestare il bosco ed il cuore

ancora sonnolenti

nei rifugi socchiusi

a spiare l’aria nuova.

Magia.

Bellezza.

Amore.

 

 

Lili

postato da: ciaolili alle ore 15:09 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, 04 aprile 2008

Ah cuore!

 

Ah cuore che mi salti in petto!

Non so cosa vuoi dirmi,

non ti conosco!

In questo mondo chiuso

io non vivo…

allora lo attraverso

con sguardi di rimpianto

e sento i canti della primavera

e il tempo complice e furfante

che mi abbatte i muri…

Fuori, fuori, fuori!

Lì, dove ci son rumori

di tramestii, di cose nuove,

dove nuvole scacciano nuvole

dove si vive anche se piove

dove si allungano radici

e trovano sempre spazio

insistenti selvatici germogli,

dove la vita trova sempre una scusa

per essere verme o rondine o rosa…

 

Lili

postato da: ciaolili alle ore 12:56 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 04 aprile 2008

L’hanno ucciso a Memphis

L’orgogliosa città circondata dai campi

candidi di fiocchi di cotone, dove il

nero chino nella raccolta è da sempre

considerato “una schiena robusta e un

cervello debole”. Coretta ha detto:

“Questa è la volontà del Signore”.

E un amico del reverendo Martin

Luther King ha riletto alla folla che

stava davanti all’obitorio le parole che

il pastore pronunciò come congedo,

una sera, in un altro posto del Sud:

“ Ora io vi dico buona notte citando una

vecchia preghiera degli schiavi, che

diceva : -Noi non siamo ciò che

dovremmo essere, e non siamo ciò che

vogliamo essere, e non siamo ciò che un

giorno saremo. Ma grazie a Dio non

siamo ciò che eravamo-  ”.

 

da: King, il pastore Nero di ENZO BIAGI

postato da: ciaolili alle ore 12:43 | Permalink | commenti
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giovedì, 03 aprile 2008

Non so perché…

 

Non so perché ti voglio bene:

forse perché ti raccontavi a me

come se mi conoscessi da sempre,

forse perché sentii ad un tratto

l’ansia della tua attesa,

la tua solitudine

nel mare della vita

e della gente che ci passa accanto.

Forse perché sentii il tuo grido d’aiuto,

che somigliava al mio:

soffocato in lacrime di silenzio.

Forse perché ti sentii ridere e scherzare

come rido e scherzo io,

per non piangere,

per non aver paura.

Forse perché ti sentii vecchio

come vecchia mi sento io

e avevi voglia come me,

di sentirti dire ancora:”amore”.

E non sentivo il bisogno

di conoscere il tuo volto

per amare il tuo cuore…

ed ancora non so…

non so perché ti voglio bene

amico mio…

 

                            Lili

 

postato da: ciaolili alle ore 16:32 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 02 aprile 2008

sarai sempre con noi

L’Uomo dell’est

 

Alfine ti sei addormentato

per risvegliarti

angelo fra gli angeli,

tu, uomo dell’est,

che camminasti testardo

orma nell’ Orma,

facendo tue

le Sue parole

di tremendo Amore,

tu, che sbriciolasti

come sabbia fina

i vergognosi muri

che mani schiave

innalzarono alti.

Addio grande anima:

la stella   s’è spenta

ma la tua luce

viaggia ancora

ed illumina spazi infiniti

nel chiuso dei cuori.

 

 Lili

postato da: ciaolili alle ore 19:55 | Permalink | commenti (3)
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