venerdì, 28 marzo 2008

Ci son momenti…

 

Ci son momenti in cui

amo il silenzio

ascolto le voci che ho dentro

e cerco il senso della vita

che sento d’aver smarrito

lungo l’ultimo tratto.

Forse la chiave sta

nel non pormi domande

nel non esaminar pensieri

nel non far progetti.

Forse dovrò impiegare

quest’ultime energie

improvvisando

giorno dopo giorno

minuto per  minuto

senza una direzione

ben precisa.

Forse dovrò lasciare

che la vita

mi scivoli addosso

senza ch’io muova un dito.

Dio mio perché non sono albero?

perché non sono roccia  o pietra?

Perché m’hai fatto

mare di pensieri?

 

 

Lili

 

 

 

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venerdì, 21 marzo 2008
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giovedì, 20 marzo 2008

BUONA  PASQUA  E FELICE PRIMAVERA AMICI !

Lili

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giovedì, 20 marzo 2008

Ecce Homo

 

Chi è quest’Uomo

che cammina scalzo

ed a capo scoperto,

seguito da una folla

di povera gente?

Che parla ai peccatori

alle donne misere

e disprezzate

ed osa sostenere

che dinanzi al Padre

tutti gli uomini,

non importa se principi

o se schiavi

son tutti figli uguali?

Chi è quest’Uomo

che quando dice”seguimi”

lo ami e lo segui

e lasci tutto

e vai per la sua strada

ed ogni affanno svanisce

e come nebbia dirada

nel suo sguardo soave?

Chi è quest’Uomo

che quando porti la croce

ti viene incontro e ti dice

con  occhi di cielo

nella sua fronte pura:

“non abbiate paura”?

e che dopo duemil’anni

è ancora scomodo e presente;

con le sue orme

di pace e di sangue

inquieta i cuori della gente

per indicar la Via;

e seda le tempeste

e grida ancora forte

prima della sua morte

“Padre perdona loro,

non sanno quel che fanno”?

Ditemi per favore:

chi è quest’Uomo

che muore e poi risorge

nello stupor di tanti

e ancora forte dice

con gli occhi suoi di Cielo

nella sua fronte pura:

“Sarò sempre con voi:

non abbiate paura”?

 

Lili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mercoledì, 19 marzo 2008

A N C O R A  MI  M A N C H I ... 

 

Ancora mi manchi 

padre mio

muro maestro

della vita mia

della nostra

casa nella roccia.

Mi mancano le tue belle mani

sul pianoforte

che suonavano note

di musiche antiche

della nostra terra

che tu portasti dentro te

ovunque fosti pellegrino.

Mi manca la tua voce

di uomo buono

il tuo dialetto di poeta

che non si usa più,

che aveva sempre

un motto d’amore ed un sorriso.

Mi manca la tua presenza ed il tuo viso

d’angelo protettore,

il tuo cibo, quello del cuore

che davi a piene mani

a chiunque avesse fame.

Mi manca la tua intelligenza,

intelligenza dell’anima

quella che non è più di moda

in questa povera terra

dove tutto è diventato

sopruso e profitto,

dove anche il silenzio

è innalzato per un dio tristo

che schiaccia i giusti e i deboli.

Mi manchi padre mio

che m’infondevi coraggio

con un unico sguardo,

ch’eri sempre in movimento,

a lavoro anche di notte

se occorreva,

generoso con tutti

severo con te;

ti vidi per lunghi anni

indossare gli stessi panni

dritto altero perché

la tua dignità

non aveva bisogno

d’orpelli ed ornamenti.

I tuoi occhi verdi e la tua allegria

sono ora la mia malinconia.

 

Lili

 

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lunedì, 17 marzo 2008

 

19 marzo-racconto

 

Nella modesta bottega di carpenteria si udivano decisi e regolari colpi di martello, il lavoro,un aratro,era quasi compiuto quando i colpi s’interruppero.

Una smorfia di dolore fece piegare in due Giuseppe il carpentiere e prontamente il figlio lo sorresse dicendo preoccupato:

“Padre, riposati, porterò io a termine il lavoro ormai quasi terminato…”

“ Sì Giuseppe- aggiunse premurosamente Maria sua moglie- entra in casa e distenditi  per meglio riposare, lascia che sia Gesù ad occuparsi della bottega e della consegna del lavoro commissionato”.

L’ uomo quasi accasciato e chiaramente sofferente si lasciò convincere ed a passo incerto si diresse verso l’uscio di casa, sorretto dalla moglie e dal figlio.

Giunse la sera e dal silenzio degli spazi, un grande raggio di luna entrò dalla minuscola finestra ad illuminare di luce bianca il volto dell’uomo che quietamente moriva, disteso su di un modesto giaciglio d’una umile casa piena d’amore.

Nessuno seppe mai, che l’uomo,non vecchio, entrò nell’eternità sorridendo ad una turba d’angeli, nessuna morte fu più dolce di quella : il suo ultimo respiro si liberò piano da quel petto santo, stringendo a destra la mano del suo figliolo e del suo Dio, ed a sinistra  la mano della dolce Maria, madre di Dio.

Accompagnato dagli occhi più belli del mondo, quelli di Gesù e quelli di Maria sua sposa di cui fu sempre innamorato, egli chiuse i suoi per scivolare fuori  dal suo corpo terreno e volare verso il Cielo.

*

San Giuseppe è onorato come il patrono della buona morte, dei falegnami, carpentieri, lavoratori, dei padri di famiglia…

*

Lili

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sabato, 08 marzo 2008

FESTA (?!) della donna

L'insegna pubblicitaria a tratti

lampeggiando rischiara a singhiozzi

(sguardo perduto in sogni distrutti)

un giovane volto di donna bruna.

Sta lì tutta agghindata, attende,

sul marciapiede di periferia

dove sfilano in processione

furtivamente ed a passo d'uomo,

auto d'integerrimi mariti.

*

Al freddo della sera invernale,

sigaretta ed un nastro per gonna

così schiava venduta ed abusata

festeggia il giorno della donna.

Il dono d'un rametto di mimosa

stretto fra le dita, come oscena

ultima offesa ad una vita.

*

Lili

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sabato, 08 marzo 2008
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mercoledì, 05 marzo 2008

Dietro i vetri, aspettando il sole

Lenti bagliori predicono

il primo raggio di sole

che viaggia puntuale

da disumane distanze

in disumana velocità,

chiarori incerti

d'una luce ancora lontana.

L'ultima stella

su onde di cielo

blu-solitudine,

fatta vela sperduta

in cosmiche lande,

svanisce in un tremore

di brividi di luce

là dove non c'è sangue

nè riso nè pianto.

Fugge la notte verso la notte,

allo spuntar del giorno

e va col carico di sogni

di angosce e di pensieri.

Nell'aria mattutina

su fili d'erbe lucenti

farfalle fatte fiori

sbocciano volando.

*

Lili

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