giovedì, 29 novembre 2007

L’uomo che non guardava le stelle

 

Per motivi di legge sulla privacy non si dirà il nome del protagonista della storia, e lo chiameremo Icchese, accentando la “I”.

I fatti, i personaggi, i luoghi e i tempi, sono puramente non casuali. Meglio non prestare molta udienza, addirittura sarebbe meglio non leggere : tempo perso.

Ma se proprio volete, ecco qua:

Da bambino, Icchese, era stato molto studioso e anche quando i suoi compagni andavano al campetto a giocare a pallone, lui preferiva leggere dei buoni libri.

La cosa appariva un po’ eccessiva ma in sintesi alquanto positiva.

Il ragazzino cresceva mostrando di diventare sempre più nel futuro, un vero pozzo di scienza.

C’era solo un neo: Icchese cresceva magrolino ed incominciava a incurvarsi nelle spalle a forza di star chino sui quaderni e sui libri.

Ma il papà era orgoglioso di questo suo figlio “super” e rivolgendosi alla moglie preoccupata, la incoraggiava dicendo:

“ Guarda Andreotti, ingobbito com’è , quanta strada ha fatto!”

Ad Icchese da adolescente capitava d’avvertire strani e sconosciuti desideri ed allora gettava uno sguardo sulle ragazze, ma per la sua incorreggibile abitudine di star sempre a capo chino, ne osservava solo le gambe. Infatti Icchese si innamorò prima delle gambe di Martina, poi visto che non era corrisposto cominciò a guardare sempre più spesso le gambe di Emanuela, poi quelle di Anna. Ma fu sempre molto sfortunato in amore.

 

***

 Il nostro giovanotto continuava a consumare i suoi giorni sui giornali quotidiani e sui libri. Dopo la maturità si iscrisse a scienze politiche.

Bella la politica! L’appassionò a tal punto da tenerlo inchiodato a studiare spesso anche nelle ore della notte.

Lui non aveva sogni e studiando studiando imparò a giudicare ogni persona, ogni evento passato o contemporaneo, servendosi del metro del suo illuminato cervellone.

Si era però talmente incurvato che ormai distingueva le persone guardandone i piedi.

Tale situazione lo rese sempre più solo, per cui non ebbe più modo d’imparare a confrontarsi con gli altri  rispettandone la eventuale diversità d’opinione e di scelta, sì che si convinse di possedere la verità assoluta di tutte le cose.

Una mattina si alzò con strani dolori al collo, alle spalle ed alla schiena per cui pensò bene di recarsi dal medico della mutua che, al solo guardarlo gli disse  allarmato che se non si fosse deciso a praticare tenacemente una ginnastica correttiva, si sarebbe ben presto ritrovato a guardarsi soltanto fra le sue gambe.

Ma lui, odiandolo visceralmente, non ne seguì il consiglio.

 

***

Passò del tempo ed un giorno Icchese, decise di fare una lunga passeggiata serale, lungo la riva del mare. Camminando a piedi nudi con le scarpe in mano ed i calzini bianchi corti, a testa bassa sulla battigia, vedeva piccole lingue di mare giungere come merletti spumosi sulla spiaggia che gli bagnavano i piedi per poi ritrarsi rapide chissà dove, e ritornare ancora di lì a poco. Ma non potè vedere la vastità del mare a causa della rigidità della sua schiena curva.

Un ragazzino lo superò correndo e schizzando acqua gridò voltandosi indietro:

“ Mamma guarda il cielo, quella è l’Orsa maggiore e quella è Arturo, l’alfa di Boote!

Ora ti mostro Vega e quella è Altair, e poi vedi? Quella è Deneb...Antares dello Scorpione…”

L’uomo che non aveva mai guardato il cielo lo considerò uno sciocco.

-Di che ti entusiasmi ragazzino?- gli disse guardandogli i piedi- non ti bastano le cartine astronomiche?-

-Le cartine…come? Insomma quelle…non le ho mai viste, ma perché - chiese abbassandosi gentilmente all’altezza del suo volto e del suo sguardo- è possibile racchiudere l’ immensità del cielo su di una pagina di libro, signore?-

Poi il ragazzino curvato, rendendosi conto che forse il signore aveva qualche difficoltà, chiese ancora :

-Ma  lei lo ha mai visto il cielo?

-No-

-Allora si sforzi di farlo, ne vale la pena-

-A cosa mi servirebbe?

-Le servirebbe- intervenne la mamma- a stupirsi, ad emozionarsi, a stabilire le giuste proporzioni fra noi e l’ Immensità che ci sovrasta pur contenendoci.

Le servirebbe a pensare col cuore oltre che col cervello-

 

***

 

Si dice, ma non è certo, che da allora  il signor Icchese, s’ impegnò nascostamente a riguadagnare insieme agli sguardi perduti anche la visione di orizzonti vasti e di vette elevate, di tramonti ed albe e di occhi di ragazze innamorate.

Lili

 

postato da: ciaolili alle ore 18:30 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 15 novembre 2007

Amore

*

Amore che mi riempi e mi sazi,

mi spiani le rughe

e mi distendi la fronte

in un’aura di pensieri lievi,

amore dei silenzi grevi

e di armonie stellari

e di stupori che non han parole

ma solo sguardi e mani e gesti

e cieli liberi  nel cuore.

Amore che muori e che rinasci

per ancora morire e ancora germogliare,

che ti fai seme  e ti insinui e penetri

nelle profondità dell’esser mio e diventi fuoco

e nelle membra sei magma incandescente,

e  sussulto della terra e terribile spinta.

Amore che piangi e ti disperi

come un bimbo senza madre

amore che ti fai passione e gelosia

che spasimi ai margini della follia,

amore che rubi, che doni,

che non chiedi permesso

che arrivi a passi lenti

o in un volo di vento.

Amore che  trasformi ed esalti

perché sei rivoluzione

e dove non sei, manca la vita,

amore che trascini

quando  diventi tempesta

amore che plachi in te

ogni tormento e che tormenti dai.

Amore che non sai

il bene che tu sei, stai qui con me

e non lasciarmi mai.

 

  

Lili

 

 

postato da: ciaolili alle ore 13:24 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 08 novembre 2007

Associazioni d’idee

 

Rosa

Profumo.

Tramonto e alba.

Guance di bambina.

 

Rosa

Speranza d’avvenire

Seta antica

Morbidezza

di velluto.

 

Rosa

Bellezza.

Freschezza.

Labbra amate.

Alito, fiato

desiderato.

 

Rosa

Fra rosso e bianco:

passione e purezza.

 

Rosa di giardino

frondosa

spinosa

coraggiosa

novembrina.

 

Rosa

Pensiero.

Gesto.

Sospiro.

Rugiada / lacrima.

*

*

Lili

 

postato da: ciaolili alle ore 17:22 | Permalink | commenti
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lunedì, 05 novembre 2007

don Benzi

Per  te

*

Dalla tonaca consunta

in punta di piedi

sei uscito fuori

lasciando l’ultimo sorriso

come un fiore sul cuscino.

*

 

I tuoi piedi ormai stanchi

che andarono vagabondi

per le strade di notte

tra fuochi accesi

di fanciulle schiave

di cui ti facesti

padre e fratello,

ora vanno leggeri

per marciapiedi

di soffice bambagia

tra arcangeli di luce.

*

 

Impronta vera

che incide  l’anima

come ferro rovente, sei.

Salga verso il cielo

questo nostro amore

e si faccia canto, per te,

mentre voli nella città del Padre,

recando la tua vita fra le mani.

*

 

5 novembre 2007-Lili

 

postato da: ciaolili alle ore 21:14 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 05 novembre 2007

Sei qui

*

 

Piccolo vaso

di vetro

di celeste trasparenza

dinanzi alla tua foto.

*

In silenziose

parole d’amore

accoglie e t’ offre

un rametto di zagare

appena colto

dal profumo intenso

ed una rosa rossa.

*

Ti penso, ti sento.

*

E tu, mio desiderio,

hai fermato il tuo andare

tra più splendidi prati

per un momento solo :

per questo amor terreno

che forse ancor ti prende

o ti commuove.

*

 

2 novembre - Lili

 

postato da: ciaolili alle ore 12:35 | Permalink | commenti
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giovedì, 01 novembre 2007

Non luogo

Dov'è quel "Pensiero"

ch'egli era?

E quel sorriso

e quello sguardo,

il rumore del suo passo

e la sua voce?

E' andato via per sempre

e quel "persempre"

è smarrimento

e lacrime.

Sì, piangi perchè

non resta nulla,

non luogo

dove cercarlo...

c'è solo un "forse"

fatto tremula fiamma...

 

 lili 

 

postato da: ciaolili alle ore 20:30 | Permalink | commenti
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