
venti luglio duemilasei
Mi ferisce questo primo raggio
mattutino che mi piove tra il buio
della mia camera e del cuore,
entra obliquo nello specchio, si riflette
e mi abbaglia, mi costringe a sbattere le ciglia
e "sorgi- mi dice- da questo letto di noia
e di tristezza!"
Al lento risveglio della luce
mi commuove
questo coro festoso degli uccelli
che rompe gioioso il silenzio
tra i rami sì fitti di grandi foglie
dove non mai filtrano i raggi
e sempre regna il buio:
coro che canta l'amore
di chi, sa, come
trascorrere il giorno
che puntuale ritorna.
Mi incuriosisce la strada
coi suoi primi rumori d'auto in corsa
e voci acute urlate
e voci gravi sussurrate
tutte indistinte e sconosciute,
gente che torna alla fatica del vivere
sperando in chissacosa.
Giorno che vieni
notte che vai
gira la trottola
e non si ferma...MAI!
E poi l'imbrunire...
voci festose di ragazzini
ancora sotto il sole calante,
grondanti sudore dai volti
accesi di fuoco e polvere
nei giochi di palla e di corse sfrenate
mentre un vento leggero
scuote teneramente
alberi e piante,
tarda a scendere l'ombra
in questa stagione calda di luce,
il giorno agonizza a lungo,
stenta a morire
e le fatiche si prolungano,
tornano stanche le genti a sera.
Ninna nanna ninna nanna
sulle membra affaticate
superquark alla tivù
cala la notte e...nulla più.
Notte che vieni
giorno che vai...
gira la trottola
e non si ferma...MAI!
Lili
Non esiste una perfetta felicità, così come non esiste
una perfetta infelicità. (Lili)