venerdì, 11 novembre 2005

 

Non mi dispiaccio...


...se di notte non dormo:

con gli occhi chiusi

ascolto il silenzio

che pulsa nelle orecchie

al ritmo del mio sangue

e del mio cuore.

E nella mente vigile

vedo nuotare pensieri...

pensieri che diventano sogni

allorchè mi addormento...

Intanto rannicchiata

in posizione fetale

sto nel grembo sereno

di mia madre.


27/09/2005 Liliana Batà

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venerdì, 11 novembre 2005

Eclissi (3 ottobre 2005)


Musica autunnale:

concerto di scrosci e ventate.

Tra rami percossi

di alberi rassegnati

nidi deserti.

Sibili di corde di violino.

Sui vetri del balcone

gocciole e spruzzi

di malinconie.

L’ombra della luna

aggiunge buio al buio.


Liliana Batà 3 ottobre 2005

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venerdì, 11 novembre 2005
 



Canzone d’autunno


Me sta trasenno

dint’ a l’anema

st’autunno,

e so’ ‘na foglia gialla

scippata d’ ‘o viento,

e so’ ramo

e n’albero spugliato.

So’ musica e canzone

so’ ballo ncopp’ all’onne

e n’auciello migratore.

Songo ‘o culore

e tanta petali arruffati,

profumme ‘e l’urdeme

sciore ‘e chesta vita.

So’ nuvola grigia e ghianca

ca sbarèa p’ ‘o cielo

e quanno po’ se stanca

scenne comm’a nu velo

e chiagne ncopp’’a terra.

E quanno sarrà vierno

ca tutto ‘o friddo porte,

allora sarragge neve silenzio

. e morte.

Giesù…

comme me sta trasenne

dint’ ‘a l’anema

st’ autunno…


21 settembre 2005 Liliana Batà

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venerdì, 11 novembre 2005

 

Per te


Ascoltami poeta :io t’amo…

per te la mia anima

si fa violino:

sulle mie corde vibratili e sottili

scivolano le tue note ora rapide

come onde di mare

che s’inseguono senza pace,

ora gravi e tenebrose come la notte

quando la notte è insonne.

Diventano talvolta musica e canto

d’una canzone antica e sempiterna:

l’amore per la vita.

Ascoltami poeta: io t’amo…

perché dai voce ai pioppi alti e silenziosi

nella campagna invernale

o sulle sponde d’un fiume amaro;

e sei frase musicale d’una fonte

che versa sulla pietra grigia,

cristalli di luce adamantina

e gocciole di rubini rosso cupo

nel giardino incolto dell’anima mia.

Il tuo profumo m’investe, poeta!

Fiore solingo nel mare d’erbe

ti ergi umile e pur altero…

mostri le tue paure ed i tuoi amori,

sei sincero,non hai ipocriti pudori:

espandi la tua essenza

e l’umana sua bellezza…

Ascoltami poeta: per tutto questo io t’amo!


26 ottobre 2005 Liliana Batà

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mercoledì, 09 novembre 2005

 

 

La musica…


La musica tacque.

E il silenzio giunse

imbarazzante

come una smemoria.

E vani furono

i tentativi

di parole nuove.

Quelle vecchie

s’erano perdute

fra neuroni scollegati.

A meno che lui/lei

non avesse voluto,

fra le poche

rimaste registrate

su eroiche sinapsi

avventurose,

scegliere fra le superstiti,

quelle più comuni.

Per esempio: “mi manchi”

e basta.

Ma questo non avvenne.

E il silenzio rimase

imbarazzante ed irrisolto

come una improvvisa smemoria

di parole cercate,perdute.


30/09/2005 Liliana Batà


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mercoledì, 09 novembre 2005

 

Domande inutilmentestrambe

o strambementeinutili


Le vette aguzze delle montagne

sono pinnacoli gotici

disegnati dagli architetti della natura?


Gli alberi sono giganti immobili

dalle braccia protese

che invocano amore?


Una farfalla è un fiore con le ali?

O un fiore è una farfalla con lo stelo?


Quanto innocente è la margherita

col suo abito immacolato?


In autunno c’è la pandemia delle foglie?

Chi racconta il loro pianto?


Perché le nuvole scendono a terra?

Per avvolgere ed amare le creature del bosco?


Dove corre il vento quando ulula

e fischia? Da chi è atteso?

O corre infuriato perché non lo attende nessuno?


Quante stanze ha la casa della malinconia?

E’ vero che vi abitano i poeti?


Dove si raccolgono le nuvole più scure?

In un paese nevoso del Polo nord?


Da quanti fiumi è amato il mare?

Quali lo amano di più?

Quelli che vi si gettano a delta

o quelli che impazienti

vi si tuffano ad estuario?


Quante rive ci sono

sulle spiagge del mondo?

Quante conchiglie morte?


Chi può guardare il cielo di Vega?

e quello di Arturo? o di Antares?


Quante fate siedono correndo nel Gran Carro?

e quanti gnomi nel Piccolo?


Le Pleiadi sono angeli di luce

che abitano il cielo notturno?


La corona Borealis

è l’aureola d’un Cherubino?


Dove riposano i tornado

quando non imperversano sulla terra?


Quando la Terra si intride

di troppi dolori, li trasforma

in magma incandescente

e li vomita dai crateri dei suoi vulcani?


14 ottobre 2005 Liliana Batà

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mercoledì, 09 novembre 2005

 

Quattro passi


Sempre mi emoziona guardarti

mare, quando le onde rabbiose

come cavalli imbizzarriti

cavalcano sulle altre onde

schiaffeggiando la roccia inerte,

muoiono perdendosi tra bolle

schiumose di bava sotto nero

cielo di nuvole lacerate

da folgori ratte saettanti.

Mentre urli combatti anche tu,

anche tu la tua vita, non so

contro chi e perché. Profondo, tu

come sei, ti sento dentro me

o mare: me che affascinata

lentamente passeggio nel vento

e segno i passi nella voce

tua assordante, sulla riva

pietrosa della mia anima.


Liliana Batà 23 agosto 2005

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mercoledì, 09 novembre 2005

 

Parole al vento


Aprimi la finestra all’alba

e lascia che la campagna

entri nella mia stanza

ricca di luce

col profumo delle acacie

in primavera.


Disegnami appena puoi,

un arcobaleno,

non in un cielo scuro di nubi

ma chiaro, d’un azzurro

che più azzurro non si può.


E quando pioverà

m’insegnerai che la pioggia

è solo danza di gocciole gioiose

che la terra arsa berrà

perché nascano fiori nuovi.


Dimmi se è poi tanto difficile

ballare su di una nuvola

o costruirsi una casa

in un tramonto rosa,

laggiù sull’orizzonte


e se si può dire “ti amo”

là dove il tempo

non sarà più tempo

sulla linea dell’eternità.


Convincimi che l’amore

che ho nel cuore

ha motivo d’esistere…

perché non c’è senso per vivere,

altrimenti…


12 ottobre 2005 Liliana Batà

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martedì, 08 novembre 2005

 Quanno a Napule chiove


Chiove .Chiagneno l’albere,

e ‘e fronne de’ rrose

int’ ‘o ciardine.

Na funtanella canta,

fujeno ‘e machine alleramente

p’ ‘a strada,schizzanno l’acqua

ncuollo ‘a gente.

Quatte criature sguazzerianno

dint’a ‘na puzzanghera

rireno felice ‘e se nfonnere.

E tuone nun spaventano

a nisciuno:

songhe angiulille

ca mparaviso

jocano a pallone.

A gente aspetta:

o sape già, ca massimo

fra n’ora,

ncielo sarrà turnato

o SOLE!


Liliana Batà 9 settembre 2005

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